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Cortona

Qui tutto è cielo e pietra (Pietro Pancrazi)

Il fascino di Cortona è ovviamente racchiuso in molteplici motivazioni che la rendono interessante per un variegato tipo di visitatori e ne fanno oggi un importante centro turistico. La posizione di Cortona è il primo degli incanti che suggerisce a chi la vede apparire “appollaiata su un vero e proprio pinnacolo”, come fulgida corona apposta sulla grande collina. I tetti confusi tra loro e “le torri del superbo borgo” la fanno sembrare più vicina al cielo che alla vasta pianura. Un’estasi di cielo che armoniosamente si oppone alla pietra con cui gli antichi edifici e le mura ciclopiche sono costruiti. Alla vastezza rasserenante delle viste e panorami che da Cortona si godono si contrappone infatti la suggestiva conformazione urbanistica, di chiaro impianto medievale, tutta fatta di viuzze e vicoli nei quali è facile ed affascinante perdersi per trovare celati gioielli architettonici. Se in Inverno la dimensione medievale della città esprime forse al meglio la propria qualità notturna e silenziosa, questa diviene più accogliente e gaia in Estate, pur non perdendone in fascino.
Via Nazionale, arteria principale della città, conosciuta popolarmente come Ruga Piana è l’unica strada pianeggiante che a Cortona si possa trovare. Il resto delle vie, più o meno grandi, si arrampicano in un continuo e intrecciato saliscendi. Come in un gradevole labirinto è consigliabile aggirarsi a Cortona evitando schematici itinerari , ma piuttosto, viste le piccole dimensioni e l’alta densità di monumenti e curiosità artistiche, vale la pena di perdersi per ritrovarsi maggiormente incantati. Visitando Cortona , sono comunque imperdibili le sue numerose Chiese e i suoi preziosi Musei, i palazzi nobiliari. Il Museo dell’Accademia Etrusca, in piazza Signorelli, ubicato nell’antico Palazzo Casali, ospita una formidabile collezione etrusca, della quale il pezzo più celebre è il misterioso lampadario etrusco, in bronzo e finemente lavorato. La collezione del Museo comprende inoltre preziosi reperti provenienti dall’antico Egitto, reperti romani, medievali ed una notevole collezione numismatica.
Il Museo Diocesano, in piazza del Duomo, ospita una spettacolare pinacoteca, i cui fiori all’occhiello sono L’Annunciazione del Beato Angelico e i quadri del Signorelli. Particolarmente suggestivo, nelle vicinanze del Duomo, è il piccolo Rione del Gesù dove si sono perfettamente conservate le antiche dimore medievali.
Di pregevole interesse artistico sono le Chiese romaniche di S.Francesco e S.Domenico, le rinascimentali Santa Maria Nuova e Santa Maria del Calcinaio (probabilmente uno dei più grandi esempi di architettura cinquecentesca in Italia), le piccole S.Niccolò, S.Cristoforo, ubicate nella squisita e caratteristica zona alta della città, il Poggio.
Nei dintorni vale la pena di visitare l’eremo francescano de Le Celle, le tombe etrusche presso Il Sodo, la Chiesa romanica di Sant’Angelo (vicina a Le Volpaie), la romanica Abbazia di Farneta (a pochi km dall’Agriturismo).

La Storia


Cortona , “la più antica e straordinaria delle città d’Italia”(Henry James), affonda le proprie origini nel misterioso e suggestivo reticolo di leggende e mitologie arcaiche che riflettono le stesse origini dei primi popoli abitatori del Mediterraneo.
La leggenda più popolare identifica Cortona come “madre di Troia e nonna di Roma” in quanto Dardano, principe dell’antica Cortona la abbandonò al proprio fratello per fondare la stirpe troiana. I discendenti di Dardano e del fratello Iasio si ritrovarono nelle figure di Enea fuggito da Troia rasa al suolo e di Tarconte ed Acrone che accorsero in aiuto di Enea giunto in Italia.
Con certezza storica possiamo parlare di Cortona come di un importante centro Etrusco nel IV secolo avanti Cristo. Addirittura, nella seconda metà di questo secolo Cortona , conosciuta con il nome di Curtun, divenne una lucumonia ovvero una della dodici città-stato (polis) facenti parte della Lega etrusca. La fascinazione della morte, potente nel popolo etrusco, non ha mancato di lasciarci misteriose testimonianze nelle belle tombe etrusche sparpagliate ai piedi della città. Le antiche Mura sono l’evidenza più solenne dell’antico splendore etrusco, gli enormi blocchi di pietra visibili alla base “esaltano e proiettano in primo piano il vago passato etrusco”. Dalla sommità di queste mura ciclopiche, materializzazioni dell’immenso passato cortonese, gli Etruschi “i potenti costruttori, scorsero i vessilli dei legionari” romani che li invasero. Infatti agli Etruschi succedettero i Romani, e da queste stesse mura “gli abitanti della giovane colonia Romana videro passare quasi ai loro piedi i mercenari di Annibale inseguiti dal console Flaminio”. La battaglia fra Romani e Cartaginesi presso il Lago Trasimeno, dai Punici sanguinosamente vinta rimane l’episodio più memorabile dell’epoca Romana di Cortona. Dopo diversi secoli oscuri, Cortona riacquistò importanza durante il periodo Comunale a partire dal XII secolo per raggiungere un periodo di grazia nel secolo successivo. A questo periodo risale l’impianto medievale della città e la divisione per porte. Federico II venne personalmente a Cortona e lo stesso S.Francesco trovò un luogo dalla magnetica risonanza mistica presso L’Eremo francescano de Le Celle fondato appunto nel 1211.
A partire dal 1325 Cortona divenne una Signoria dominata dalla famiglia Casali : l’ultimo rampollo della famiglia dopo aver ucciso lo zio gettandolo dalla finestra di palazzo Casali fu , nel 1409, per esplicita richiesta del popolo cortonese, sostituito da Ladislao re di Napoli che stava passando per la Valdichiana con le sue truppe per portar guerra a Firenze. Dopo soltanto due anni Cortona fu venduta alla repubblica di Firenze che la tenne in dominio per oltre un secolo; in questo periodo lavorò presso Cortona il Beato Angelico ed uno dei più celebri artisti cortonesi: Luca Signorelli. Nel 1529 i cortonesi furono chiamati a difendere la propria città dall’assalto delle truppe imperiali del Principe D’Orange. Passata con Firenze sotto il principato dei Medici(1531) , divenne con Cosimo I un notevole centro strategico : ne fu quindi potenziata la struttura difensiva secondo l’idea del Guicciardini che sosteneva che dietro tale formidabile baluardo rappresentato dalla cinta muraria “mille uomini potevano proteggere la città in ogni momento”. A questo periodo risale la Fortezza del Girifalco. Nel seicento fu il grande pittore Pietro Berrettini a dare lustro alla città che continuò una vita piuttosto florida destinata però a subire un periodo di grave decadenza durante tutto il Settecento. Ai Lorena, dinastia succeduta ai Medici nel 1738, va ascritto il merito della bonifica della Valdichiana. Napoleone dominò a Cortona i primi anni dell’ottocento per essere nuovamente sostituito dai Lorena al tempo della Restaurazione. Terminato il dominio dei Lorena, nel 1860 Firenze e con lei Cortona sono entrate a far parte del Regno d’Italia.
Nel Novecento Cortona ha dato i natali al grande pittore Futurista Gino Severini del quale sono ammirabili in Cortona alcuni originalissimi mosaici.

 
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